Disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare sono caratterizzati da un “cattivo” rapporto con il cibo. Spesso le persone con queste problematiche sono ossessionate dal cibo dal peso e dalla loro immagine corporea. L’immagine mentale che hanno del loro corpo non corrisponde a ciò che il loro corpo è nella realtà.

Non è necessario essere sottopeso o sovrappeso per avere un problema con il cibo, vi sono anche persone normopeso che hanno difficoltà a rapportarsi con esso.

I disturbi del comportamento alimentare possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) e portare alla morte.

Colpiscono con più frequenza le giovani donne e possono avere manifestazioni diverse anche nella stessa persona. L’età di esordio si è abbassata, prima era riscontrata nell’adolescenza oggi si riscontrano queste problematiche anche tra bambini e pre-adolescenti.

Ci sono 4 tipi principali di disturbi del comportamento alimentare:

  • anoressia nervosa

  • bulimia

  • binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata)

  • altre forme: disturbi sottosoglia, forme ibride ed Ednos (disturbi alimentari non altrimenti specificati o disturbi del comportamento alimentare-Nas).

Soffrire di un disturbo alimentare sconvolge la vita di una persona; sembra che tutto ruoti attorno al cibo e alla paura di ingrassare. Cose che prima sembravano banali ora diventano difficili se non impossibili e motivo di forte ansia, come andare in pizzeria o al ristorante con gli amici o partecipare ad un compleanno o ad un matrimonio. Spesso i pensieri sul cibo assillano la persona anche quando non è a tavola, ad esempio a scuola o sul lavoro terminare un compito diventa difficilissimo perché sembra che ci sia posto solo per i pensieri su cosa si “debba” mangiare, sulla paura di ingrassare o di avere un’abbuffata.

In Maniera molto sintetica possiamo dire che nell’anoressia la persona si vede più “grassa” di quello che è in realtà e smette di mangiare o comunque arriva a mangiare pochissimi alimenti ipocalorici, spesso c’è una perdita di peso talmente consistente da mettere a rischio la vita.

Nella bulimia invece c’è come nell’anoressia l’ossessione per il peso ma i comportamenti messi in atto sono diversi. Nella bulimia la persona mette in atto quelle che vengono chiamate abbuffate dove si mangiano quantità eccessive di cibo con un elevato contenuto calorico. Queste abbuffate vengono praticate di nascosto e spesso in questi momenti la persona ha la sensazione di perdere il controllo di se stessa, sentendo successivamente un fortissimo senso di colpa che la porta a fare molta attività fisica, digiuni o uso di lassativi per recuperare lo “sgarro”.

Nel Binge eating disorder invece la persona non riesce a mantenere un peso corporeo nella norma e arriva all’obesità. Qui il problema è che ci sono ricorrenti abbuffate ma a differenza della bulimia la persona non fa nulla per “rimediare” all’eccessiva portata calorica dei suoi pasti prova a volte con il digiuno ma non riesce comunque a tenere sotto controllo la situazione e ingrassa.

In generale in queste problematiche il rapporto con il cibo è davvero difficoltoso e può rappresentare un mezzo per avere il controllo su di se e gli altri come per l’anoressia o un messo per placare l’ansia, il dolore, la rabbia come nella bulimia e nel binge eating. Oggi ci sono diversi approcci utilizzati per affrontare queste problematiche, risulta molto efficace un approccio mirato sul corpo e l’immagine corporea. Io nel lavoro con esse uso una integrazione tra la psicoterapia della gestalt per aiutare la persona a elaborare ed esprimere le sue emozioni e l’approccio psicofisiologico che mi permette di lavorare sul corpo e la percezione e immagine di esso. Per piccoli approfondimenti su queste problematiche puoi consultare gli articoli successivi!

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