Anoressia Nervosa

Nell’Anoressia Nervosa la persona all’inizio non sempre si rende conto di avere un problema. Anzi, l’iniziale perdita di peso può portare la persona a sentirsi meglio, a ricevere complimenti, a vedersi più magra, più bella e a sentirsi più sicura di sé. In genere sono i familiari che, allarmati dall’eccessiva perdita di peso, si rendono conto che qualcosa non va, tuttavia spesso, quando chiedono spiegazioni, si possono trovare nella difficile situazione di essere insultati o liquidati con frasi del tipo “non ho nessun problema …sto benissimo!”.

La caratteristica principale dell’anoressia nervosa è il rifiuto del cibo, ma spesso queste persona hanno una intensa fame. Il rifiuto di mangiare nasce dalla forte paura di ingrassare e dalla necessità di controllare l’alimentazione. Per evitare di ingrassare si mettono in atto una serie di comportamenti quali:

  • seguire una dieta ferrea
  • fare esercizio fisico in maniera eccessiva
  • indursi il vomito dopo aver mangiato anche piccole quantità di cibo.

Si distinguono due forme di anoressia nervosa:

  • l’anoressia restrittiva: in cui il dimagrimento è causato dal digiuno e dall’intensa attività fisica
  • l’anoressia con bulimia: in cui la persona mette in atto comportamenti che insieme al digiuno servono a diminuire il peso corporeo (abuso di lassativi e/o diuretici, vomito).

Come detto sopra le persone che presentano i sintomi dell’anoressia attribuiscono un valore eccessivo all’aspetto fisico ed al peso corporeo. Alcune persone si sentono grasse, altre, pur ammettendo la propria magrezza, percepiscono come “troppo grasse” alcune parti del corpo, in genere l’addome, i glutei, le cosce.

Questo spesso porta a una serie di comportamenti: pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come “grasse”. I livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo. La perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina, mentre l’incremento ponderale viene vissuto come un fallimento una inaccettabile perdita delle capacità di controllo.

Alcuni soggetti con sintomi di anoressia si rendono conto della propria magrezza, ma negano le gravi conseguenze sul piano della salute fisica del loro stato di emaciazione.

Alcuni dei sintomi fisici connessi frequentemente con l’anoressia sono: assenza di mestruazioni (amenorrea), stipsi, dolori addominali, intolleranza al freddo, letargia o eccesso di energia. Possono essere presenti marcata ipotensione, ipotermia e secchezza della cute. Alcuni individui sviluppano “lanugo”, una fine e soffice peluria, sul tronco.

Tra i sintomi di anoressia, in coloro che si dedicano alla pratica del vomito autoindotto, possiamo trovare anche erosioni dello smalto dentale e cicatrici o callosità sul dorso delle mani, provocate dallo sfregamento contro l’arcata dentaria nel tentativo di provocare il vomito.

Spesso l’immagine corporea è irrealistica e le persone si vedono più grasse di quanto sono in realtà, inoltre viene riscontrata una difficoltà nel vissuto e nella gestione delle emozioni. Alla base c’è una errata percezione della forma e delle dimensioni del proprio corpo. Spesso la persona non percepisce il suo peso reale o lo spazio che occupa a livello corporeo. E’ come se non si sentisse e vedesse. Inoltre proprio l’immagine che ha a livello mentale del suo corpo non corrisponde alla realtà. Recenti ricerche e l’approccio psicofisiologico hanno messo in evidenza come un lavoro psicologico basato sul corpo, sulla percezione che si ha di esso e sulla costruzione di una immagine di questo corrispondente alla realtà, può essere risolutiva per questa problematica.

In questi casi è utile fare un percorso psicoterapeutico che permetta alla persona di modificare il proprio immaginario corporeo riportando l’immagine corporea alla realtà del suo essere e che aiuti a migliorare il rapporto con il cibo e con le proprie emozioni.

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